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My Personal Vinitaly

Updated: Nov 3

Finalmente, oggi inizia il #Vinitaly a Verona fino al 19 ottobre e io non ci andrò.


Che razza di #sommelier sono? Sono di quella specie silenziosa che ama prendersi il tempo di conoscere le cose coi suoi tempi. Non amo il caos e la fretta. Il mio corpo di donna in perimenopausa ha bisogno di idratarsi, orientarsi, sputare anche i vini più blasonati e riflettere. Vedere le #vigne, respirare la vita nelle viti.

Che novità diranno i miei consumati colleghi professionisti con un kilometraggio superiore al mio e una resistenza all’alcol fisiologicamente molto più elevata

Il mio Vinitaly personale è stato sabato scorso quando mi sono unita a un gruppo formato da Francesco Annibali che ringrazio per lavorare ai massimi livelli nazionali e internazionali anche restando sul territorio che amo: le mie #Marche belle.

Vedete il #Conero e #Camerano nell'etichetta originale

Sono arrivata a #Osimo, alla #UmaniRonchi di corsa, di fretta e per me la mattinata sembrava già compromessa.


Invece ci accoglie sorridente Emanuele Benedetti, Responsabile Commerciale dell'azienda e ci conduce al gruppo. Francesco #Annibali ci viene incontro rilassato, ci guiderà con #maestria e #sapienza. Sa già cose che io non so.


Intanto, Luigi Piersanti, Responsabile di Vigna introduce il #terroir e il #cru su cui ci confronteremo nel corso della verticale: #CampoSanGiorgio. Un esteta della vigna che si forma giovanissimo agronomo con Tachis e tiene negli occhi la passione per quello che fa e la vite che lavora - “senza passione non puoi fare questo lavoro” .

Le viti della vigna del Campo San Giorgio si avvicinano alla terra con impianti a bassa resa ad alberello a due cime, a volte tre - tenendo quella centrale verso l'alto - così si ottiene il meglio del terroir calcareo che lavora in sinergia con il vigneto, facendo tesoro del calore che rimanda la terra.


Entriamo in #bottaia e il senso estetico vince la sorpresa, un luogo di magico incanto, di riposo e energia dove il Responsabile di Cantina - Giacomo Mattioli, l’enologo ci guida ai segreti del cru in tandem con Luigi, un affiatamento di filosofia del prodotto e di cosa succede in vigna e in cantina che ritroveremo poco dopo negli assaggi.

Il #Montepulciano in purezza di questo cru viene lavorato con #bagnature leggere e macerazioni di grappoli interi, tanti piccoli accorgimenti in cantina di maestri che hanno ben chiaro cosa vogliono raggiungere, non solo domare un vitigno ma renderlo inaspettatamente fine e elegante - ci riescono.

La sala da degustazione è elegante e ben illuminata con vista sulle botti, ci proietta nelle grandi #maison storiche francesi. Ma non ci sono presunzioni o vezzi, solo visione lucida e amore per il proprio prodotto. Filosofia chiara e identitaria che si rispecchia nella batteria di vini che ci aspetta.

L’attesa non dura tanto e ci si prospettano il 2016, 2015, 2013, 2012, 2010 e 2009, un’alternanza di annate fresche e calde. Iniziamo col 2016 su cui torneremo alla fine in un girone finale di esplosione dei sensi. Già equilibrato, un bel frutto, viole e liquirizia ci accolgono fragranti. Cede il passo a un 2015 di un’annata più calda che diviene più intenso nel colore e dà il benvenuto a note balsamiche. Entriamo nel mite 2013 e una prugna essicata, note di legno e delle note sauvage sorprendono nella freschezza di una bellissima acidità e di un tannino integrato.

Non sembra il Montepulciano che conosciamo tutti. É #levigato e #elegante, magistralmente integrate le #durezze. Tannini #setosi direbbe qualcuno. Per la stima che nutro per i nostri cugini d’oltralpe non offendo questo cru se lo definisco elegante, alla francese.

Il 2012 ci lascia subito ma conferma il forte carattere identitario e si fa riconoscere per lo stile e le scelte dalla vigna alla cantina. Il 2010 arriva equilibrato da un’annata fresca con la sua liquirizia, le note balsamiche. Infine il 2009 a differenza degli altri trattato in legno piccolo con note leggere e ruffiane di legno lacca mi conquista, i francesi apprezzerebbero.

Emanuele sussurra qualcosa all’orecchio di Francesco e ci propone in finale un assaggio alla cieca, e di fronte a un tannino serrato e un colore più intenso del 2015 ci arrendiamo a un vigoroso 2017.


Andate a Verona al Vinitaly visitate Umani Ronchi al Padiglione 4 stand C5 dal 17 al 19 ottobre e vi accoglierà probabilmente Massimo Bernetti con un team di belle persone che amano da tre generazioni quello che fanno e lo fanno molto bene.



Io il mio Vinitaly lo vivo così, lo spalmo su tutto l’anno, un #vignaiolo alla volta, palmo a palmo un #cru alla volta e ce ne sono veramente tanti in Italia. Non mi basterà questa vita lo so.


Buon viaggio e buon Vinitaly a tutti e tutte!


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